La collezione privata di Vincenzo Mollica dei disegni di Federico Fellini mostra all’Hotel Milano di Castione della Presolana
Federico Fellini disegnava ogni giorno. Sul retro di un tovagliolo, su un foglio di carta intestata, sul bordo di un copione. Disegnava i volti dei suoi attori, le scenografie che aveva in testa, i personaggi che ancora non esistevano. Disegnava per vedere — perché
per lui il disegno veniva prima della macchina da presa, prima del set, prima del film.
Questi fogli sono sopravvissuti. E questa estate, per la prima volta, una selezione di quelli custoditi da Vincenzo Mollica — giornalista RAI, critico cinematografico e amico personale di Fellini — arriva a Castione della Presolana.
Una mostra nata da un’amicizia
Vincenzo Mollica e Federico Fellini si conobbero negli anni Settanta e non si lasciarono più. Per trent’anni, Mollica fu uno dei pochi a frequentare il regista con continuità: lo intervistò, lo accompagnò, lo raccontò. E Fellini, com’era sua abitudine con le persone care, gli regalò disegni. Schizzi rapidi, caricature degli attori con i loro costumi, autoritratti ironici, biglietti illustrati al posto delle parole. Mollica li ha conservati tutti.
Oggi quella collezione privata conta più di cinquanta. Cinquanta fogli che raccontano il cinema di Fellini dal punto in cui nasceva davvero: la matita.
Scarabocchi, diceva lui. Ma non erano scarabocchi.
Fellini era il primo a sminuire i propri disegni. Li chiamava «scarabocchi», «pastrocchi» — appunti rapidi, privi di pretese artistiche. Eppure chiunque li guardi capisce subito che in quei segni c’è già tutto: il carattere del personaggio, la sua postura nel mondo, persino il modo in cui si muoverà davanti alla cinepresa.
Non cercava la fedeltà fotografica. Cercava — come lui stesso ammetteva — una «sintesi caricaturale»: pochi tratti capaci di catturare l’essenza di una figura, la sua verità più immediata e più profonda. In questa deformazione affettuosa, ironica, a volte tagliente, il volto cominciava a vivere.
«Nel segno di Fellini il volto non è mai soltanto un ritratto: è già racconto, teatro, memoria, intuizione visiva. È già, in qualche modo, cinema.» — Vincenzo Mollica
Cosa troverete in mostra
Cinquanta disegni originali, organizzati in sezioni tematiche che guidano il visitatore attraverso l’immaginario felliniano:
- Il ciclo dedicato a Totò — tredici variazioni sulla maschera del grande comico napoletano, disegnate con ossessione amorosa tra il 1989 e il 1990
- I bozzetti di costume per Ginger e Fred: Giulietta Masina con cappellino tirolese e stivaletti, Marcello Mastroianni con il cappotto sulle spalle — identici, si scoprirà, ai costumi reali del film
- Gli autoritratti — tra cui il celebre Autoritratto con capelli, in cui Fellini si ritrae addormentato mentre sogna se stesso giovane
- I ritratti di amicizia: Vincenzo Mollica, Vittorio De Sica, Anna Magnani
- I disegni-dedica per la figlia di Mollica, Caterina, e i biglietti illustrati — elefanti circensi, personaggi fantastici — usati al posto delle parole
Un’occasione rara
Mostre di questo tipo non capitano spesso. La collezione di Mollica è stata esposta pochissime volte. Una mostra aperta al pubblico per un’estate, in una sala che guarda le Orobie le montagne tanto amate da Vincenzo Mollica.
Hotel Milano è felice, fiero e grato di ospitarla. Perché certi incontri — tra un luogo, un’arte e il momento giusto — non si programmano. Semplicemente, accadono.
Informazioni pratiche
«Il ritratto nell’arte di Federico Fellini» Opere dalla collezione privata di Vincenzo Mollica
📍 Hotel Milano, Sala dei Pini Via Silvio Bonomelli — Castione della Presolana, Bratto (BG)
📅 18 luglio – 25 agosto 2026 🕐 Tutti i giorni, ore 09.30 – 21.30 🎟 Ingresso libero
L’Hotel Milano si trova a Bratto di Castione della Presolana, nel cuore dell’Alta Val Seriana, a circa un’ora da Bergamo e due da Milano
